CBD: il segreto per mantenersi in salute e vitali ad ogni età
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I cannabinoidi, e in particolare il CBD, sono sostanze che hanno notevoli proprietà terapeutiche e possono essere usati anche per prevenire e mantenere il benessere, non solo per curare patologie già presenti. Ecco perché sempre più anziani si stanno rivolgendo ai benefici del CBD.

Purtroppo il deterioramento della salute che avviene inevitabilmente con il passare del tempo spinge le persone ad utilizzare farmaci che possono avere gravi effetti collaterali. In realtà il CBD ha proprietà anti-invecchiamento e può trattare o alleviare i sintomi di molte malattie legate all’età. Negli ultimi anni le generazioni più grandi hanno finalmente iniziato a considerare la cannabis come un’erba medicinale e non più come una droga. Un grande passo avanti per persone cresciute durante il proibizionismo.

Gli studi stanno dimostrando che il CBD ha effetti anti-invecchiamento sul nostro corpo, trattando o alleviando la gran parte dei i sintomi legati all’avanzare dell’età, senza avere effetti collaterali importanti come altri farmaci. Ma la tendenza più grande è un’altra: molte persone hanno capito che il CBD può agire positivamente sul benessere generale e non solo per affrontare problemi specifici. Vediamo insieme un elenco di tutti i problemi causati dall’età che possono essere alleviati o risolti grazie all’uso di CBD.

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Dolore, artrite e osteoporosi, il CDB può donare un gran sollievo

Purtroppo il tempo passa per tutti, e, se si è fortunati, è dopo i 60 anni si iniziano a sentire i primi acciacchi e dolori. Quello che molte persone non sanno è che la Cannabis è un potente antidolorifico efficace quanto i farmaci da prescrizione e forse anche di più. I cannabinoidi sono capaci di ridurre i dolori associati a diverse patologie come artrite, cancro, neuropatia, spasticità, cefalea, emicrania, SLA, fibromialgia e sclerosi multipla solo per citarne alcune. Una bella lista. In numerose ricerche, il CBD ha dimostrato di essere un promettente palliativo contro il dolore articolare dovuto ad artrite e le sue cause scatenanti.

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Una possibile terapia contro i disturbi neurodegenerativi

In diversi studi il CBD ha anche dimostrato di avere proprietà antiossidanti e neuroprotettive. Secondo i risultati il cannabidiolo potrebbe essere un efficace agente terapeutico per il trattamento di disturbi neurologici ossidativi, come l’ischemia cerebrale. Ecco perché Il CBD è oggi considerato uno strumento farmacologico promettente, in grado di attenuare le risposte infiammatorie neurali. Persone affette dal morbo di Alzheimer, demenza e da altri disturbi neurodegenerativi hanno riportato miglioramenti nella memoria, nelle facoltà cognitive e nella salute mentale generale durante e dopo i trattamenti con CBD.

Dopo aver riscontrato questi incoraggianti risultati, nel 2003 il governo degli Stati Uniti ha pubblicato un brevetto intitolato “Cannabinoidi come antiossidanti e neuroprotettori”, affermando che queste sostanze possono essere efficaci nelle terapie e nella prevenzione di un gran numero di malattie associate all’ossidazione, come le patologie ischemiche, infiammatorie, autoimmuni e correlate all’età.

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Il CBD per dire addio ai disturbi del sonno

Quando dormiamo, il nostro cervello elimina le tossine prodotte durante il giorno, come ad esempio i radicali liberi. Non si finirà mai di ripeterlo, non conta solo la quantità del sonno, è soprattutto la qualità che può prevenire le malattie neurodegenerative legate all’età. Purtroppo però le persone che hanno maggiore difficoltà a dormire sono proprio gli anziani. Ecco perché viene spesso prescritto l’uso di sonniferi che possono creare dipendenza e provocare numerosi effetti collaterali.

Il CBD è in grado di ridurre gli spasmi muscolari causati dai disturbi neuromuscolari che possono interrompere il sonno. Calma la mente, rilassa i muscoli e porta benefici anche al ciclo sonno-veglia, favorendo un riposo notturno più sano e naturale.

Salvaguardare le funzioni cardiovascolari con il CBD

Diversi studi hanno dimostrato che il CBD ha la capacità di mantenere stabili le funzioni cardiovascolari. Il suo effetto vasodilatatore può favorire una pressione sanguigna sana ed un maggiore flusso sanguigno. Ci sono importanti riscontri anche sulla sua capacità di ridurre le dimensioni degli infarti nel cuore e di proteggere dalle lesioni ischemiche del miocardio.

Gli stessi effetti anti-ischemici valgono anche per i tessuti cerebrali. Dai laboratori alle terapie cliniche, il CBD è oggi efficacemente usato come farmaco per la prevenzione degli ictus e per il processo di recupero cerebrale post-ictus.

Se anche le generazione storicamente più restie ad accettare il cambiamento dei punti vista si stanno aprendo sempre di più all’utilizzo e alla percezione della Cannabis come risorsa terapeutica, significa senza ombra di dubbio che siamo sulla strada giusta.

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