Emicrania e CBD: è questa la soluzione per sconfiggerla?
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Il CBD, la componente più famosa della Canapa merita tutta la sua grande popolarità: è in grado di trattare i sintomi di moltissimi disturbi. Ha dimostrato un’azione antinfiammatoria, antiossidante, anti-convulsiva, e neuroprotettiva. Non avendo alcun effetto psicoattivo non è difficile trovarlo in commercio. La lista di patologie trattabili con il CBD si allunga ogni giorno che passa e presto anche l’emicrania potrebbe entrare a far parte di questo elenco.

Uno studio pubblicato nella rivista scientifica Pharmacotherapy ha già rilevato che inalare o ingerire alimenti a base di cannabis terapeutica può diminuire notevolmente gli episodi di emicrania e mal di testa. In questo articolo cercheremo di spiegare come agisce esattamente il CBD sui sintomi dell’emicrania.

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Cos’è l’emicrania?

Prima di tutto capiamo esattamente cosa si intende per emicrania: è un mal di testa di intensità variabile, percepito come una pulsazione fastidiosa che di solito si manifesta su un solo lato della testa. Questo disturbo è in realtà molto diffuso: ne soffre circa il 6% degli uomini e il 18% delle donne e spesso si presenta come un problema cronico. Esistono diversi tipi di emicrania: la più diffusa è l’emicrania senza aura, con una durata che va dalle 4 alle 72 ore, caratterizzata da un dolore pulsante ad un lato della testa. L’emicrania con aura è un altro tipo molto comune e presenta diversi sintomi di natura neurologica come oscuramento parziale della vista, lampi luminosi, visione “a tunnel” e macchie scintillanti nel campo visivo. L’ultima forma più diffusa di emicrania è l’emicrania cronica. Le cause per cui molte persone soffrono di questo disturbo sono ancora ignote.

Emicrania e sistema endocannabinoide

Gli studi condotti su questo argomento sono ancora allo stadio iniziale, non sono completi anche a causa delle restrizioni e dei vincoli che hanno interessato l’uso del CBD fino a qualche tempo fa. L’efficacia di questa molecola deriva dalla sua interazione con il sistema endocannabinoide: è composto da siti recettori presenti nelle cellule sparse nell’organismo, i così detti recettori CB1 e CB2. L’intero sistema è regolato da sostanze chimiche chiamate endocannabinoidi. Ma cosa a che fare questo con il mal di testa? In realtà gli studi ritengono che il sistema endocannabinoide svolga un ruolo importante nel trattamento dell’emicrania e che possa essere attivato tramite l’assunzione di CBD.

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Il CBD, l’alleato migliore per la lotta all’emicrania

Se questa ipotesi è esatta, la mancanza di endocannabinoidi nell’organismo potrebbe favorire lo sviluppo dell’emicrania e di altri disturbi. Questa carenza clinica di endocannabinoidi rappresenterebbe la causa principale di emicrania in determinati soggetti.

Secondo gli studi l’olio di CBD potrebbe essere particolarmente efficace nel trattamento di questa patologia grazie alla sua capacità di regolare i livelli di AEA, o anandamide, uno dei vari endocannabinoidi prodotti dal corpo umano, in grado di alleviare gli attacchi di emicrania in determinate circostanze. Il CBD inibisce l’assorbimento di AEA e degli enzimi che degradano questa molecola e permette all’anandamide di circolare fuori dalla cellula per un periodo di tempo più lungo, esercitando l’effetto benefico di alleviare il dolore.

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Come usare il CBD per combattere l’emicrania?

L’assunzione di CBD può avvenire in diverse modalità ma il modo sicuramente più semplice è utilizzando l’olio. Questo può essere versato sotto la lingua, ed entra rapidamente in circolo nel sangue. Lo si può trovare anche in capsule da assumere come integratore alimentare quotidiano. Il CBD è in pratica privo di effetti collaterali ed è un prodotto completamente naturale.

Siamo di fronte all’ennesimo riscontro che la Canapa, ben lontana dall’essere una pianta dannosa per l’organismo, è un preziosa risorsa a cui si può ricorrere per risolvere problemi per cui ancora non si è trovata una soluzione efficace. Quanti altri studi e prove saranno necessari ancora?

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