Il Lussemburgo riuscirà ad aprire la strada della legalizzazione in Europa?
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Un piccolo Granducato al centro dell’Europa. Uno staterello di poco più di 600.000 abitanti. Una monarchia parlamentare nel cuore del Vecchio Continente, stretta tra Germania, Francia e Belgio. Piccolo ma dalla storia illustre. Membro fondatore dell’UE, della NATO, delle Nazioni Unite. Polo strategico di scambi commerciali e finanziari. Tre lingue ufficiali. Un territorio crocevia di popoli, tanto da diventare una delle mete più ambìte dai cittadini immigrati da stati più o meno vicini.

Una realtà cosmopolita,  un incrocio di razze e culture. E ora, probabilmente, baluardo di un’altra conquista civile. Il Lussemburgo mira a diventare il primo Paese Europeo a legalizzare l’uso ricreativo della Cannabis per i maggiorenni. La coalizione di maggioranza del parlamento, formata da socialisti, ecologisti e liberali, ha annunciato in una conferenza stampa, i cui contenuti sono riportati dal Luxembourg Times, che uno degli obiettivi del governo guidato dal liberale Xavier Bettel, sarà proprio quello di normalizzare l’uso della Canapa per qualunque scopo.

Se questa promessa si concretizzasse, vorrà dire che avremmo fatto una grande conquista, non solo per chi risiede in Lussemburgo, ma anche perché spronerà i vicini a guardare al suo esempio. Non solo Uruguay, Canada e qualche membro USA, ma anche in Europa avremo una realtà statale che riesca a interrompere decenni di pregiudizi e cattiva informazione.

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Il possibile via dell’Europa alla legalizzazione

Di qualche mese fa è la legge del parlamento lussemburghese sull’utilizzo della Cannabis Terapeutica. L’allora esecutivo ha messo appunto una normativa che prevede l’uso della pianta a scopo medico all’interno di un quadro normativo vincolato strettamente alle condizione dei pazienti e alla loro residenza. È stato l’ultimo paese in Europa a regolarizzare l’accesso ai medicinali a base di Cannabinoidi.

Di qualche giorno fa, invece, è la notizia che probabilmente sarà il primo a legalizzarla in toto.

“Depenalizzare, e quindi legalizzare in condizioni da definire, la produzione sul territorio nazionale nonché l’acquisto, il possesso e il consumo di cannabis ricreativa per i residenti maggiorenni”.

È questa l’intenzione del governo di Bettel. Niente di definito, ma mettere sul tavolo il problema, il più delle volte, è il modo per iniziare a imboccare la giusta strada. Un percorso di consapevolezza, informazione e sdoganamento di una delle specie vegetali più versatili che l’uomo conosca. E di cui, fino a un certo punto della sua storia, ha sfruttato tutte le mille proprietà, senza alcun problema.

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La proposta del governo liberale

“Gli introiti fiscali provenienti dalla vendita di cannabis saranno prioritariamente investiti nella prevenzione, sensibilizzazione e presa in carico del vasto settore delle dipendenze”.

Questo è quanto prevede l’accordo della coalizione di governo guidato da Bettel. Una proposta che arriva ad essere discussa in parlamento perché, a inizio anno, una petizione inerente la richiesta di legalizzare la Cannabis è riuscita a raccogliere un cospicuo numero di firme. Una scelta mirata a investire i guadagni che ne deriverebbero in un settore delicato come quello delle dipendenze. Se si riuscisse in questo intento, sarebbe davvero una vittoria della civiltà.

Il Lussemburgo è stato l’ultimo stato in Europa ad accettare la Cannabis Terapeutica. Forse, e le intenzioni ci sono tutte, sarà il primo a legalizzarne l’uso ricreativo. Quando si dice, gli ultimi saranno i primi. Non c’è nulla di concreto ancora, ma sicuramente si è rotto il ghiaccio.

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