Hemp Act a Piazza di Spagna raccontato da chi ci lavora: l’intervista a Lucia
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Lucia - Hemp Act Piazza di Spagna

Passeggiamo per il centro di Roma. Quello famoso, blasonato, dove ad ogni passo ti imbatti in insegne di negozi di alta moda, in file di giapponesi che aspettano di entrare per fare shopping. Una di quelle zone così famose che chi va a Roma per vacanza non può non andare a visitarla, perché altrimenti, se non vai in piazza di Spagna, è come non essere stato nella città eterna. Puoi non vedere quell’immensa scalinata che si butta dritta dritta nella fontana? Quella mitica barcaccia davanti a cui branchi di turisti restano affascinati?

Passeggiando con il naso all’insù

Girando tra le case-museo di Keats, Shelley e De Chirico, respirando l’atmosfera gioiosa che ha ispirato Pavese in una di quelle sue poche poesie dai toni non cupi ma festosi, ci infiliamo in una piccola via lì adiacente. Passeggiamo e ci guardiamo intorno. Ci fermiamo al numero 63 di via Mario de’ Fiori. Perché? Perché siamo incuriositi da un negozio. Perché non abbiamo mai visto una bottega così piccola? Forse, ma soprattutto per quello che vende. E perché lo vende nel cuore della Roma sfarzosa e turistica.

Lo store vende cannabis light. È il secondo weed shop che porta il marchio Hemp Act. Il primo ha aperto in via Tuscolana a novembre. Lucia apre il suo a maggio in via Maria de’ Fiori 63. Chi è Lucia? La socia di Gianluigi Trivisonne, founder del progetto. Una ragazza spiritosa, simpatica, senza fronzoli e orpelli che ci mette subito a nostro agio per il modo confidenziale che ha di trattare anche chi non conosce. Con i suoi capelli corti e il ciuffo davanti tinto di rosa gestisce questo negozio caratteristico per la forma e particolare per il contenuto.

Abbiamo chiacchierato con lei per conoscere la sua esperienza direttamente raccontata dalle sue parole. Decise, dirette, chiare.

1.Come ti sei avvicinata al mondo della cannabis light e com’è avvenuto l’incontro con Hemp Act?

Lucia - Hemp Act Piazza di Spagna
Lucia nello store di Hemp Act a Piazza di Spagna.

Sono sempre stata a favore della liberalizzazione della cannabis light e del suo impiego in diversi settori. Quando hanno iniziato ad aprire i weed shop in Italia mi sono subito incuriosita. Il caso ha voluto che un mio amico di vecchia data, Gianluigi Trivisonne, aveva aperto un bellissimo negozio in via Tuscolana. Sono rimasta colpita dalla sua professionalità e dall’ottima qualità e varietà delle infiorescenze da lui selezionate.

2. Dietro ogni realtà c’è un sogno, una storia: qual è quella del tuo negozio?

Mi si è presentata l’opportunità di prendere in gestione un negozio piccolissimo ma molto carino proprio nel cuore di Roma. Un gioiellino che dovevo riempire con un prodotto innovativo adatto allo spazio disponibile. Quando Gianluigi mi ha proposto di aprire una seconda sede di Hemp Act non ho avuto dubbi. Avevo trovato il prodotto perfetto, sia per il negozio che per me!

3. Cosa significa gestire uno store che vende un prodotto così discusso?

Vendere questo prodotto, anche se oggetto di molte discussioni e dibattiti, non mi crea problemi. So di essere dalla parte giusta. Le proprietà e gli effetti benefici della canapa e del CBD sono ampiamente dimostrati scientificamente. Inoltre l’apertura di questi negozi avrà un impatto positivo sull’economia del paese e potrebbe apportare un incremento del lavoro agricolo. L’Italia fino agli anni ‘40 è stata uno dei paesi leader mondiali in questo tipo di coltura. E, secondo me, poterne incentivare il ritorno potrebbe avere dei risvolti importanti in tutti i settori economici e anche per il trattamento di diverse patologie.

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4. Com’è organizzato il negozio e che prodotti ci si deve aspettare di trovare? Qualche novità all’orizzonte?

Come ho detto prima, il negozio è veramente piccolo. Forse il più piccolo negozio di Roma! Ma questo è un elemento a nostro favore perché le persone sono attratte anche da questa caratteristica botteghina stretta e lunga. Pensa che addirittura fanno moltissime foto!

All’interno e all’esterno sono esposte le nostre amate Kokedama, delle piante lavorate con una tecnica giapponese. Sono decorative, hanno bisogno di pochissima cura, depurano l’ambiente e danno un tocco di verde e di vita a tutto il negozio. Vi è inoltre un’ampia vetrina dove esponiamo tutte le infiorescenze disponibili al momento. Per quanto riguarda le novità presto inseriremo il merchandising firmato Hemp Act, prodotti alimentari e creme a base di canapa.

5. Il punto vendita di cui ti occupi si trova in piazza di Spagna, luogo emblema della dolce vita. La localizzazione in una delle piazze più famose del mondo è un valore aggiunto da sfruttare? Quali sono le esigenze di una clientela particolare come quella che si può trovare qui?

Lucia - Hemp Act Piazza di Spagna
Lucia nello store di Hemp Act a Piazza di Spagna.

La zona è molto prestigiosa e indubbiamente per noi questo è un vantaggio. La clientela è molto variegata. La maggior parte sono persone di passaggio, per turismo o per lavoro, ma non mancano diversi residenti che hanno già trovato in noi il loro punto di riferimento per l’acquisto di canapa legale. Molte volte capita che gli stranieri siano curiosi di sapere come si sviluppa il dibattito legislativo in Italia per quanto riguarda la legalizzazione della cannabis. È interessante poter scambiare pensieri e opinioni con chi arriva da altre parti del mondo. Si conoscono anche così le realtà diverse dalle nostre. Informandosi e ascoltando le esperienze di chi vive in stati e contesti diversi. Ad esempio, i clienti provenienti dal Canada o dall’Uruguay sono molto fieri che nei loro stati sia stata legalizzata la canapa per uso ricreativo. Altre persone che ho incontrato grazie a Hemp Act provengono da paesi in cui la pianta è totalmente vietata e sono soddisfatti di poterla acquistare da noi.

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6.Il mondo che ruota intorno alla cannabis light è fatto di cultura, medicina, cucina e tanto altro: avvicinare le persone a queste realtà rompendo i pregiudizi non è semplice. Cosa vuoi trasmettere con la tua attività?

Devo confessare che l’unico pregiudizio riscontrato nel negozio è rispetto al CBD, mai verso la canapa in generale. Sono tante le persone, soprattutto turisti, scettiche riguardo i benefici di questo cannabinoide. Molti inoltre non conoscono i limiti imposti dalla legge e cercano livelli di THC più elevati, che ovviamente sono illegali e quindi da noi non si trovano. Ma chi supera il pregiudizio e prova le nostre qualità torna sempre! Il CBD ha molti effetti benefici. Riduce l’ansia, è rilassante, antiinfiammatorio e antidolorifico. Servirebbe solo più informazione e consapevolezza. I possibili usi della canapa sono così tanti! Dalla bioedilizia al settore tessile e alimentare. Sarebbe assurdo ignorare il fenomeno e l’utilità.

7.A volte capita che le esperienze importanti di ognuno di noi siano legate ad aneddoti o situazioni particolari. È capitato anche a te con Hemp Act?

Sono legata molto alla via dove è situato il negozio perché vi ho trascorso gran parte della mia infanzia. La via si chiama Mario de’ Fiori. Non poteva avere nome più appropriato per la nostra attività! Anche se, ormai, l’abbiamo ribattezzata via Fiori de’ Maria!

Così conclude Lucia, facendoci risuonare in testa la canzone di J-Ax. Le sue parole disegnano perfettamente l’importanza di un fenomeno che in Italia deve ancora essere compreso e assorbito. Perché la coltivazione, produzione e impiego della canapa in diversi e numerosi settori porterebbe numerosi vantaggi. Dalla possibilità di procedere con colture ecosostenibili, all’opportunità di proporre cibi liberi da glutine e varianti per le diete vegane e vegetariane. E sappiamo benissimo come ormai siano diffuse le intolleranze alimentari. Inoltre, non bisognerebbe sottovalutare l’uso che la pianta dalla foglia a cinque punte potrebbe avere in campo medico. Contro patologie croniche, dolorose e degenerative, l’impiego della cannabis potrebbe essere utile. E già la comunità scientifica questo lo sa, lo riconosce e lo sfrutta.

Allora non ci resta che ringraziare Lucia per il lavoro che fa. Non solo perché vende cannabis light, ma soprattutto perché diffondere pensieri e imporsi nel tessuto sociale è una delle strade per diffondere conoscenza e informazione.

Noi andremo allo store di via Mario de’ Fiori. Perché torneremo ad ammirare piazza di Spagna e non mancherà sicuramente di andare a comprare una delle strane e affascinanti Kokedama.

 

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