Come curare ansia, stress e depressione con la cannabis
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Come curare ansia, stress e depressione con la cannabis

Non è né una bufala né un’invenzione né un parto di menti esaltate il fatto che molti sintomi di differenti patologie possono essere calmati grazie all’uso di svariate di piante. Da che mondo e mondo le proprietà benefiche di ciò che si trova in natura sono sempre state sfruttate. Ma a volte si è dovuto combattere contro la superficialità e l’incredulità di molti. Così accade per la cannabis light. Ed ecco anche perché sono sempre più numerosi gli studi e le sperimentazioni che si pongono l’obiettivo di mostrare i benefici di quest’erba dai mille impieghi.

Nel corso degli anni sono spesso stati pubblicati studi che provano gli effetti della cannabis light nel trattamento di svariate patologie. Malati di sclerosi multipla, pazienti trattati con chemioterapici, chi necessita di sostanze neuroprotettive e antiinfiammatori potrebbero trovare refrigerio dai dolori assumendola. E questo sembra non essere quasi più un tabù, anche se i pregiudizi da affrontare e superare restano ancora molti.

Un tassello ulteriore, verso il chiarimento di come l’erba tanto amata da Bob Marley possa essere utile per affrontare diverse situazioni e condizioni spiacevoli che potremmo trovarci ad affrontare, viene ora da uno studio condotto da alcuni ricercatori della Washington State University di Pullman pubblicato sul Journal of Affective Disordes. Una ricerca che si pone l’obiettivo di analizzare i benefici che l’assunzione della cannabis comporta in soggetti colpiti da stress, ansia e depressione.

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Mai ricerca fu più attuale: stress ansia e depressione sono all’ordine del giorno

Al di là dei progressi scientifici che un tale studio apporta alla comunità, innegabile è l’attualità dell’indagine in un periodo in cui stress, ansia e depressione vengono indicate come le malattie del secolo. Si corre continuamente avanti e indietro e si rimbalza come palline da ping pong tra un luogo e l’altro per compiere tutte le incombenze quotidiane. I ritmi sono sfrenati e dunque non è inusuale sentire frequentemente di gente stressata, ansiosa e depressa. In un mondo dove la competizione diventa pane quotidiano, per cui si ha sempre la necessità di dimostrare il proprio valore, in cui a volte è difficile trovare il tempo per rifocillare la mente e il corpo, essendo schiacciati dai doveri e alleviati dai pochi piaceri, bisognerebbe riuscire a trovare degli alleati contro questi tre mostri nascosti sempre dietro l’angolo. Un modo per rilassare i nervi, allontanare l’angoscia, scansare le crisi depressive. Con uno sport, una passione, un hobby, un amico. Con una pianta medicinale come la canapa. Sicuramente da maneggiare con cura ma altrettanto certamente utile da tanti punti di vista.

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L’«esame naturalistico»: osservare le persone nella loro vita di tutti i giorni

Ci sembra importante dare risalto a questa ricerca scientifica non solo per l’indiscutibile vantaggio a favore dell’utilizzo della cannabis light nel trattamento di alcune patologie, ma anche perché è uno dei pochi studi non condotti in laboratorio ma osservando le “cavie” nel loro contesto reale. Nella loro vita di tutti i giorni. Fra le quattro mura di casa. Sì, perché attraverso Strainprint, un’applicazione per lo smartphone che traccia gli usi medici e l’entità dei sintomi di diverse malattie, gli studiosi si sono posti l’obiettivo di analizzare l’utilizzo e gli effetti del “fumo” su circa 1.400 pazienti affetti da stress, ansia e depressione.

L’app registra il sesso, la quantità di cannabis utilizzata e le percentuali di principi attivi presenti nelle diverse varietà. Valutando più o meno 12.000 risposte, ovviamente anonime, si è cercato di tirare le somme dei risultati ottenuti sui diversi disturbi presi in esame. Al paziente veniva richiesto di quantificare, prima e dopo venti minuti dall’assunzione dell’erba, l’entità dei propri sintomi su una scala da 0 a 10.

Un risultato sorprendente

Lo studio ha riscontrato che per il 50% dei depressi e per il 58% degli ansiosi e stressati vi è stata una riduzione dei sintomi. In linea di massima, non cambiano le risposte a seconda del sesso del paziente utilizzatore di cannabis medica. Inoltre, è stato osservato che i diversi ceppi di canapa influiscono in maniera specifica e differenziata a seconda del disturbo. Un alto tasso di CBD e un basso contenuto di THC influiscono maggiormente sulla riduzione dei disturbi da depressione. Un alto livello di CBD e THC contribuiscono invece a ridurre lo stress. Le domande poste dai ricercatori vanno dall’evidenziare se, dopo l’uso della pianta, i sintomi riducono, al valutare se l’essere donna o uomo possa contribuire a variare i risultati, dall’indicare che interazioni ci siano tra i due principali principi attivi (THC e CBD) e se l’efficacia possa modificarsi dopo un periodo lungo di assunzione.

Insomma, crescono e si attestano sempre di più i motivi per sdoganare un utilizzo consapevole e prudente della canapa. Una pianta che, per tanti aspetti, cerca risposte da portare come prova della sua utilità e della capacità di essere impiegata in diversi campi. Sarebbe anche un modo sicuramente più naturale per allontanare stress, ansia e depressione senza ricorre sempre e solo ad ansiolitici e antidepressivi.

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