Anche il Massachussetts dice sì alla legalizzazione della Cannabis
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Il 20 novembre anche in Massachusetts ci sarà la possibilità di acquistare la Cannabis, e non solo quella Light, in modo assolutamente legale. E destinata a tutti gli usi. Nonostante il referendum che ha visto vincitore il fronte pro legalizzazione risalga a due anni fa, i primi negozi hanno aperto solo ora. Come mai? Colpa del lungo l’iter per ottenere tutte le autorizzazioni necessarie. Dall’inizio di questa settimana, le persone con almeno 21 anni potranno comprare infiorescenze, concentrati, estratti, prodotti edibili e quant’altro, senza aver paura di incorrere in eventuali multe.

Nello Stato americano dei famosi personaggi dei Simpson’s, la CCC, Commissione di Controllo della Cannabis, ha autorizzato l’apertura di due esercizi commerciali per la vendita della pianta e derivati, e non solo a uso terapeutico. Le città elette a portabandiera di una tale conquista sono Northampton e Leicester, a nord di Boston.

Si allunga così la lista degli stati americani in cui la legalizzazione ha vinto contro decenni di proibizionismo e pregiudizi. Nel mondo si fa sempre più strada il pensiero che la normalizzazione del mercato possa apportare numerosi benefici alla comunità. Dai cospicui introiti che entrerebbero nelle casse dello stato alla lotta contro la criminalità organizzata che gestisce l’approvvigionamento di una sostanza ingiustamente considerata illegale.

La regolarizzazione è controllata e gestita da leggi che evidenziano alcuni limiti nel consumo pubblico, nel quantitativo da poter acquistare e in riferimento all’età di chi può entrare in questi particolari negozi. Ma l’innovazione resta evidente. Disciplinare è giusto, continuare a vietare e demonizzare invece contribuisce solo a creare disinformazione e a perdere opportunità che potrebbero rivelarsi decisamente interessanti. Non solo per i singoli, ma per la sicurezza e l’economia di intere realtà statali.

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La situazione d’altra parte dell’oceano

Dieci sono in tutto gli Stati appartenenti alla Federazione Americana che hanno, in tempi diversi e con modalità differenti, approvato leggi concernenti la legalizzazione della Cannabis. In ottobre, per esempio, è stata la volta del Canada.

È curioso se si pensa che sempre dagli USA è partita la messa al bando della pianta multiuso. Infatti, risale al 1937 il Marijuana Tax Act che la rendeva illegale. Dopo questo emendamento firmato da Roosevelt, la demonizzazione si allargò a macchia d’olio, fino a investire completamente anche il Vecchio Continente.

Da qualche anno a questa parte cominciano a vedersi i risultati, anche se esili e solo all’inizio, di un processo che dovrebbe prevedere l’abbattimento di inutili barriere. Informazione, ricerche scientifiche, partiti e associazioni di vario tipo lottano contro pregiudizi e prese di posizioni di non chiara natura. E i primi frutti, anche se lentamente e a volte con difficoltà, si cominciano a vedere.

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Neanche il freddo ferma i primi visitatori

Nonostante le temperature non siano state clementi, le file fuori dai primi dispensari aperti in Massachusetts sono state tutt’altre che esigue. Code regolate e gestite, caffè caldi offerti e cataloghi messi a disposizione, per una moltitudine di fruitori a cui probabilmente è sembrato di entrare in una gioielleria.

A regolarizzare la vendita ci si è messo pure il NETA, rete di dispensari medici che ha garantito la priorità a quei pazienti che necessitano della Cannabis per uso terapeutico, a cui deve essere garantita la priorità d’accesso al prodotto.

Viene quindi regolarizzato e legalizzato l’uso ricreativo e la vendita dei prodotti a base di Canapa. Si indica a circa 5 grammi il quantitativo acquistabile dal singolo per volta e si limitano le situazioni in cui è possibile assumerla. La cosa che incuriosisce è che si vieta di apporre insegne che indichino la presenza di un negozio.

La censura continua ad affacciarsi. Ma siamo fiduciosi nel credere che, prima o poi, alzeremo il naso all’insù per vedere un luminoso cartello che ci indica esplicitamente dove stiamo entrando. Sapendo di poter acquistare liberamente ogni tipo di prodotto legato al mondo della Canapa, perché ormai totalmente legale. Aspettiamo questo momento non in Massachusetts, perché forse neanche ci andremo mai. Ma in un posto molto più vicino a noi. L’Italia.

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