SE USO CBD POSSO RISULTARE POSITIVO AD UN TEST ANTIDROGA?

In molti assumono canapa e prodotti ricchi in CBD totalmente privi di THC. Aumentando le dosi di CBD ed usando sempre più prodotti con canapa, è lecito domandarsi se l’uso di CBD possa dare positivo in un test antidroga.

Molte strutture lavorative devono rispettare politiche interne dove i dipendenti sono sottoposti, senza preavviso, a test antidroga, inclusi quelli sulla Cannabis. Un’azienda potrebbe chiedervi di sottoporvi ad un test già al momento del colloquio o a cicli annuali, a seconda dell’azienda e del posto di lavoro. Esistono diversi modi per verificare la presenza di Cannabis nell’organismo umano, dalle analisi del capello a quelle delle urine e saliva. I test antidroga sul lavoro vengono normalmente realizzati sulle urine, per verificare la presenza di THC psicoattivo e del suo principale metabolita, l’11-nor-delta-9-carbossi-THC (THC-COOH).Ciò significa che il CBD non viene preso nemmeno in considerazione nelle analisi. I vostri datori di lavoro non hanno alcun motivo per non approvare l’uso di CBD, in quanto privo di qualsiasi effetto psicoattivo. Tuttavia, il fatto che il CBD venga estratto dalle piante di Cannabis suscita ancora perplessità nel mondo del lavoro.

DOSI ELEVATE DI CBD POTREBBERO DARE FALSI POSITIVI: Quando si tratta di cannabinoidi non psicoattivi, i test delle urine non dovrebbero risultare positivi ai composti della Cannabis. Tuttavia, le persone che fanno uso di CBD in dosi particolarmente elevate per trattare determinate patologie, o semplicemente perché ne hanno bisogno, potrebbero accumulare piccole concentrazioni di metaboliti nelle urine. Nonostante ciò, una più accurata analisi mediante gascromatografia-spettrometria di massa svelerebbe l’errore.

Secondo un articolo scientifico intitolato “Valutare l’impatto del consumo alimentare della canapa in test antidroga sul posto di lavoro” e pubblicato sulla rivista Journal of Analytical Toxicology, i prodotti alimentari contenenti semi o olio di canapa possono rilasciare nell’organismo umano piccole concentrazioni di THC. Tra questi troviamo molti dei prodotti con CBD più venduti sul mercato.

Gli autori dell’articolo affermano che: “La presenza del delta9-tetraidrocannabinolo (THC) in questi prodotti alimentari ha suscitato preoccupazione per l’impatto che potrebbe avere in un test antidroga condotto sul posto di lavoro. Studi precedenti hanno dimostrato che l’ingestione di alimenti a base di canapa può causare falsi positivi, che potrebbero essere facilmente rintracciati in campioni di urine”.

L’obiettivo dello studio fu quello di determinare le concentrazioni di THC e THC-COOH presenti nell’urina dopo un periodo di assunzione giornaliera di olio di canapa. Valori simili furono rilevati anche dopo l’ingestione di prodotti di semi di canapa comunemente venduti in commercio.

Quindici persone furono invitate a consumare oli contenenti da 0,09mg a 0,6mg di THC per un periodo di dieci giorni. I loro campioni di urine furono successivamente analizzati con la tecnica del dosaggio radioimmunologico per verificare le eventuali tracce di cannabinoidi e, in un secondo momento, confermate usando le analisi di gascromatografia-spettrometria di massa.

Secondo quanto riportato, nessuno dei soggetti che aveva ingerito 0,45mg di THC risultò positivo al limite prestabilito dei 50ng/mL. Tuttavia, il campione di un partecipante che ingerì una dose di THC da 0,6mg risultò positivo ai test. È interessante notare che l’assunzione di 0,6mg di THC ogni giorno corrisponde all’ingestione di 125ml di olio di canapa e di appena 300g di semi di canapa.

I risultati di questa ricerca, anche se ci sono molte teorie contrastanti a riguardo,  suggeriscono che il consumo di grandi quantità di canapa potrebbe dare falsi positivi in alcuni test antidroga. L’unico modo per assicurarsi di non risultare positivo ad un test condotto sul posto di lavoro è quello di controllare le quantità di prodotti a base di canapa che si stanno usando, almeno prima di un nuovo colloquio o in vista di un’analisi sul posto di lavoro. Cercate sempre di verificare i componenti dei prodotti che usate ogni giorno, verificando le effettive quantità di CBD e THC.

THC e THC-COOH sono noti per essere facilmente rintracciabili nei test antidroga, anche dopo diversi giorni dall’ultima assunzione di Cannabis (dai 4 ai 12 giorni). Ovviamente, i tempi possono variare a seconda del peso corporeo, del metabolismo, delle quantità di marijuana consumate e della dieta. Sebbene le concentrazioni di composti psicoattivi presenti nei prodotti di canapa possano sembrare irrilevanti, è un argomento che dovreste prendere in seria considerazione se sapete di dover superare un test antidroga.

 

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